Il tema della sostenibilità ambientale è sempre più rilevante e sta influenzando le abitudini di consumo e la routine quotidiana di molte persone. Allo stesso tempo, esiste uno studio che indica come il divario etico di genere, detto eco gender gap, veda le donne molto più propense rispetto agli uomini a mettere in atto comportamenti virtuosi e sostenibili.
Secondo una ricerca condotta nel Regno Unito da Mintel, il 71% delle donne dichiara di vivere in modo più etico e sostenibile rispetto all’anno precedente, mentre per gli uomini la percentuale scende ad appena il 59%. Un dato che conferma una tendenza osservata anche in altre parti del mondo. A quanto pare le donne sono più sensibili ai temi ambientali e più propense a cambiare il proprio stile di vita per ridurre l’impatto ambientale.
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Cos’è l’eco gender gap?
L’eco gender gap rappresenta la differenza tra uomini e donne nell’impiego di pratiche sostenibili. Si tratta di un fenomeno che riguarda tanti aspetti diversi. Dall’acquisto di prodotti eco-friendly, alle scelte alimentari, passando per l’uso dei mezzi di trasporto, fino all’attenzione alla riduzione dei rifiuti. L’obiettivo? Ridurre al minimo il proprio impatto ambientale.
Le ragioni di questa differenza sono varie e complesse e dipendono da fattori come:
- Consapevolezza sociale: è stato studiato come le donne tendano a essere più attente agli effetti collettivi delle proprie azioni. Sono quindi più sensibili verso la sostenibilità.
- Ruolo nei consumi: in molti casi le donne sono ancora interamente responsabili delle decisioni di acquisto per la casa. Sono quindi loro a scegliere prodotti con un impatto ambientale ridotto, come alimenti biologici o detersivi ecologici.
- Influenza culturale: storicamente, le donne sono legate a valori di cultura, responsabilità e attenzione verso la comunità. Tutti questi aspetti trovano riscontro anche nell’approccio alla sostenibilità.
Le donne stanno guidando la transizione ecologica
L’eco gender gap non è solo legato alle abitudini personali, ma si riflette anche nel mondo del lavoro e nelle politiche ambientali. Le donne sono sempre più presenti nei settori legati alla sostenibilità, dall’economia circolare all’energia rinnovabile e giocano un ruolo chiave nella diffusione di modelli di consumo più responsabili. Un esempio è quello del movimento ambientalista, guidato da figure femminili di spicco. Da Greta Thunberg, simbolo dell’attivismo contro il cambiamento climatico, a Jane Goodall, che ha dedicato la sua intera vita a tutelare la biodiversità. Anche a livello corporate, molti studi evidenziano come le imprese guidate da donne tendano ad adottare politiche più sostenibili, con maggiori investimenti in progetti di responsabilità sociale e ambientale.
Come ridurre l’eco gender gap e coinvolgere più uomini nelle pratiche green
Appurato che le donne sono più inclini ad adottare comportamenti sostenibili, la sfida è oggi ridurre l’eco gender gap, coinvolgendo anche gli uomini nella transizione ecologica e stimolandoli a essere più consapevoli verso la sostenibilità ambientale. Tra le strategie più efficaci ci sono:
- Educazione ambientale, rivolta a tutte le fasce di età e a entrambi i generi, per sensibilizzare sull’importanza di adottare stili di vita più sostenibili.
- Campagne di comunicazione mirate, che parlino anche al pubblico maschile. Spesso infatti, la società associa la sostenibilità a comportamenti e stili di vita prettamente femminili.
- Iniziative green aziendali, rivolte a tutti i dipendenti come il car sharing oppure l’impiego di materiali riciclati in ufficio.
- Modelli di riferimento maschili, che possano diventare degli ambassador e ispirare un ampio pubblico a intraprendere scelte consapevoli.
Sostenibilità ambientale, una responsabilità collettiva
L’eco gender gap mette in luce un’evidente differenza di comportamento tra uomini e donne, ma non deve alimentare inutili polemiche. Infatti la sostenibilità non è responsabilità di un solo genere, ma un obiettivo comune, che richiede l’impegno di tutti, su più livelli: dal personale al professionale. Per garantire un futuro roseo al pianeta e favorire l’inclusività, è quindi fondamentale liberarsi dagli stereotipi e favorire una cultura della sostenibilità accessibile a chiunque. Solo così sarà possibile accelerare il cambiamento, rendendo la tutela ambientale una priorità condivisa su scala globale ed eliminando l’eco gender gap.